Il gruppo il costume i balli e le musiche le immagini

... segue: Un gruppo folcloristico che ha fatto storia

 

 

Nei primi anni 60 anche ad Alba e Penìa la gente, abituata da anni a portare il loro bel costume in occasione di feste e cerimonie, abituata a organizzare mascherate e a ballare a tempo di musica ladina, pensò di unirsi e fondare un gruppo folcloristico, sempre col fine di mantenere ciò che poteva andare perso a causa del costante progresso.

Il 27 di settembre del 1962, il signor Giuseppe Iori (Bepin de Mita), su consiglio di don Mazzel e di solleciti da parte dell'Azienda di promozione turistica mandò una domanda scritta all'Enal (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori) per la sezione arte e spettacolo con in allegato un assegno di 9.500 Lire, per l'iscrizione a suddetto ente.
 

 
 

L'ENAL si sarebbe occupato di informare il capogruppo dove e quando si sarebbero tenute feste e raduni folcloristici in Italia e di comunicare l'eventuale adesione del gruppo.

I membri di questo gruppo al momento della fondazione erano: Iori Giuseppe (capogruppo), Iori Cesare, Iori Evelina, Valeruz Antonietta (vice-capogruppo), Soraruf Francesco, Soraruf Giuliana, Dantone Maria Teresa, Dellantonio Mario, Cavulli Roberto, Soraperra Maddalena, Dantone Lorenzo, Dantone Agnese, Iori Guido, Valeruz Eligio, Salvador Giulia, Iori Riccardo, Lorenz Stefania, Dantone Maria de Paul.
 

 

Dal 1962 in poi, per alcuni alcuni anni esistevano due gruppi folcloristici, quello di Alba-Penìa chiamato "Marmolèda" e quello di Canazei-Gries. Un anno dopo la fondazione Bepin de Mita fece domanda di contributi; secondo uno scritto il gruppo mancava di almeno quattro costumi maschili e quattro femminili. Il gruppo composto da 25-28 elementi necessitava anche di uno stendardo nazionale, d'obbligo nelle manifestazioni folcloristiche.
 

Nel frattempo anche il gruppo di Canazei era in possesso di alcuni costumi; Don Mazzel aveva raccolto e fatto sistemare tutti i costumi che trovava nelle varie case fassane e che gli vevivano messi a disposizione. Colui che aveva il gravoso compito di preoccuparsi dei costumi era Carlo Zulian, chiamato "Carleto sartor", originario di Soraga e sposato a Canazei, il quale, per combinazione, faceva il sarto di professione.
 

 

 
 

Carleto a quei tempi (1962) era anche capogruppo a Canazei. Don Mazzel voleva che ci fosse un capogruppo per ogni paese, ciò non avrebbe tuttavia dovuto limitare i componenti a ballare in un gruppo soltanto, bensì sarebbero stati liberi di ballare anche con il gruppo del paese vicino.

Don Mazzel sognava una fusione dei due gruppi con il nome di "Grop de folclor auta Fascia", ma come scrisse anche al ragionier Barletta, direttore dell'Enal di Trento, "i tempi non sono ancora maturi".....
 
 

Di quegl'anni sessanta merita senz'altro un ricordo la festa del Congresso dei Ladini a Bolzano, quando l'Enal di Bolzano mandò una lettera di invito ai due capogruppo ed anche al capogruppo di Campitello, Cipriano Bernard, ballerino entusiasta, che successivamente si unì al gruppo di Alba ed a quello di Canazei per insegnare loro dei balli e delle figure a lui note.

Quando i comitati organizzatori lo permettevano anche un gruppo di maschere faceva da capolino al gruppo e senza cimentarsi in troppe danze, erano testimoni di una serie di tradizioni particolari legate al Carnevale, unico periodo dell'anno nel quale era concesso ballare e divertirsi.

Altre manifestazioni che meritano di essere ricordate, sono quelle di Dro, in trentino e quella di Zofingen in Svizzera, quando i fassani si meritarono una foto con rispettivo articolo sui giornali.
 

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Testo tratto dal libro "N bal lènch 50 egn" di Claudia Conta
 

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