Il gruppo il costume i balli e le musiche le immagini

... segue: Un gruppo folcloristico che ha fatto storia

 

 

I rapporti fra i capigruppo dei due gruppi erano sempre più tesi, tuttavia la tendenza era quella di evitare ogni "malinteso" per il bene del gruppo e l'amore delle tradizioni che in nessun caso si potevano perdere a causa di problemi personali ...
Nel frattempo la direzione di Canazei passava nelle mani di Amadio Micheluzzi ...

Al 30 agosto del 1965 tutti uniti per il bene del mantenimento culturale, i capigruppo dei singoli gruppi da ballo, spinti dall'Union di Ladins de Fascia e Moena e in presenza del direttore dell'Enal di Trento, signor ragionier Barletta, vollero preparare un contratto di fusione ufficiale.
 

Purtroppo i capigruppo di Canazei e Gries non erano d'accordo e non vedevano di buon occhio una eventuale fusione, quindi non firmarono il contratto.

Bepin de Mita, nonostante tutto ciò, era sempre più convinto che una fusione avrebbe risolto i problemi di organico e forse avrebbe aiutato a rimarginare antiche "ferite" e riallacciato qualche contatto fra i componenti del gruppo ...

Purtroppo le sue erano solo fantasie, il gruppo di Canazei degl'anni successivi si sciolse e i ballerini desiderosi di ballare spesso partecipavano a feste folcloristiche assieme al gruppo di Alba.
 

 
Dopo l'improvvisa morte di Bepin, fu Giacinto Micheluzzi a prendere in mano la situazione e capeggiò il gruppo per gli anni che seguirono. Nei primi anni '70 Giacinto Micheluzzi venne a mancare e fu Guido Iori de Berghin a prendere in mano le redini del gruppo e deciderne le sorti.
Fu proprio Guido ad insistere presso gli ex-componenti del Gruppo di Canazei, affinché venissero a ballare a Alba.
Dal '74 in poi sotto la guida di Guido Iori i due gruppi intrapresero la stessa strada e finalmente si ebbe la tanto desiderata "fusione"; nacque così ufficialmente il Gruppo folcloristico Dèlba, Penìa, Cianacei e Gries.
 
 
Il gruppo folcloristico dall'atto di fusione ufficiale in poi non si è mai più diviso e neppure smembrato in maniera da comprometterne l'esistenza.  

 
Dal '90 in poi Stefano Bernard, attuale presidente del gruppo, guida e coordina 40 elementi con un sottile "savoir faire" tipico del politico nato.
Stefano è stato sicuramente capace di accontentare tutti e a evitare eventuali screzi.

Da ormai dieci anni le prove di ballo presso la sede di Penìa sono cosa sicura!
 

Il gruppo in questi anni ha vivacizzato ed animato le feste di paese, le ricorrenze religiose e quelle turistiche, presenzia a balli e incontri folcloristici internazionali come il ballo al "Kursaal" di Merano, gli incontri e balli a Jenbach in Austria, a Salzburg per la festa internazionale dei gruppi folcloristici e bandistici, durante la quale riesce sempre a riservarsi un posticino ed una fotografia nei giornali locali.

Nel 2000 a Praga ha presenziato ad un incontro internazionale perché occorreva fissare nuovi traguardi ed affrontare esperienze su base internazionale per farsi conoscere.

Nel corso del 2002 il gruppo ha partecipato a una tournee in America, in collaborazione con l'Istituto Culturale Ladino di Fassa e l'Università Hopkins di Baltimora (USA), toccando le città di Washington e New York.
Nel 2003 il gruppo ha preso parte, oltre a varie manifestazioni regionali, anche ad un raduno folcloristico internazionale in Brasile, a Porto Allegre, assieme a rappresentanti di altre 23 nazioni.

Il 2004 è l'anno in cui il gruppo ha cambiato nome abbreviandolo in "Gruppo Folcloristico Canazei", così da rappresentare tutte le 4 frazioni del Comune.

Di gran importanza per il futuro è senza dubbio la massiccia presenza di giovani nel gruppo, entusiasti di ballare e essere ladini.
Il futuro del gruppo è nelle loro mani e ... come dice il presidente Bernard ... forse, perché no, anche nei loro piedi!!

Non mancano certamente i contatti con altri gruppi ladini: Gardena, Badia, Fodom e Ampezzo, per misurarsi a vicenda, imparare nuove figure, conoscere diverse opinioni, per avvicinarsi alla cultura ladina.
 

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Testo tratto dal libro "N bal lènch 50 egn" di Claudia Conta
 

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